Pomezia cambia

Pomezia Cambia

P.L.U.S., Pomezia Cambia

“POMEZIA CAMBIA” è un programma di interventi multidisciplinari che, attraverso la realizzazione di opere pubbliche e azioni di carattere economico e sociale, intende terminare il processo di integrazione tra due aree del centro urbano così vicine spazialmente quanto distanti per caratteristiche di urbanizzazione, stato dei luoghi, tassi di antropizzazione, disponibilità di servizi, tenore di vita ed esigenze sociali: il centro urbano e l’area di edilizia convenzionata ex L. 167 del 1962.

La proposta P.L.U.S. di Pomezia si inserisce dunque all’interno di un piano di sviluppo molto più ampio, comprendente interventi in parte già realizzati e in parte in itinere a cura dell’Amministrazione Comunale, sia con risorse proprie che regionali, che terminerà con l’ultimazione della conversione dell’ex granaio di fondazione nel Teatro Comunale, ipotizzata nel 2016.

I problemi principali dell’ambito urbano individuato sono relativi a:

o necessità di recupero di edifici pubblici inutilizzati da convertire in sedi di servizi socio-culturali;
o aumentare l’offerta di servizi sociali in un’area densamente popolata;
o favorire l’integrazione socio-culturale e il senso di identità;
o migliorare lo stato dei luoghi, la dotazione di spazi verdi e di infrastrutture;
o realizzare luoghi di incontro e di svago per giovani e non solo; 
o rivitalizzare il tessuto economico locale.

Come detto, l’area prescelta delimita il territorio comunale ove sono concentrati i comparti di edilizia convenzionata ex L. 167 del 18 aprile 1962, che nel corso degli ultimi venti anni, in risposta al contingente aumento demografico e all’emergenza abitativa, ha visto aumentare esponenzialmente il numero di edifici residenziali e con essi le difficoltà economico-sociali del contesto urbano. Le ragioni delle distanze esistenti tra l’area target e il vicino centro urbano trovano origine nella storia stessa di Pomezia: nata solamente nel 1938 al termine dell’intervento di bonifica dell’Agro Pontino su un territorio tanto fertile quanto vasto (che comprendeva anche Ardea) e all’epoca in gran parte disabitato, in pochi decenni è cresciuta tanto rapidamente da diventare uno dei centri principali del Lazio meridionale e il terzo polo industriale d’Italia; la crescita è stata particolarmente intensa sino agli anni '80, per poi rallentare nei decenni successivi. A partire dalla fine degli anni '80 il territorio di Pomezia è stato interessato da un drammatico processo di deindustrializzazione (causato anche dall'abolizione della Cassa per il Mezzogiorno), che ha portato alla chiusura e/o spostamento di alcuni stabilimenti produttivi facenti capo a gruppi multinazionali, con forti ricadute negative anche sul sistema delle PMI ad essi collegate.

Oltre all’evidente stravolgimento territoriale ed ambientale, la crescita tumultuosa e sostanzialmente deregolata non ha permesso la sedimentazione di una vera cultura identitaria né industriale, inibendo per di più quella saldatura profonda tra comunità sociale, comunità produttiva e attori istituzionali, che ha rappresentato il fattore di successo fondamentale di tanti distretti industriali del Paese.

Dal punto di vista sociale, in particolare, in brevissimo tempo si è passati dalla coesistenza di agricoltori e coloni provenienti da Nord Italia e campagne limitrofe, o rientranti dalla allora  Jugoslavia, all’afflusso di manodopera industriale, prevalentemente costituita da nuclei familiari di nuova costituzione e proveniente da molte regioni del Paese e dall’estero. Infine, sebbene dalla fine degli Anni ’80 sia iniziata la crisi del settore industriale insediato sul territorio, il flusso migratorio non è terminato, alimentato da un’importante massa di lavoratori provenienti da Roma, che hanno trovato a Pomezia un mercato abitativo più accessibile rispetto a quello capitolino. Dai circa 4.000 abitanti censiti nel 1951, Pomezia conta al 31/12/2010 61.106 abitanti, fenomeno rilevante non solo in termini assoluti ma anche in termini relativi, con un tasso di crescita, nell’ultimo decennio, pari al 28%, largamente superiore alle medie provinciali e nazionali. Si pensi che solamente nell’area target individuata risiedono circa 7.000 persone che, concentrate in appena 4 kmq, generano una densità di circa 1.800 ab/kmq, a fronte di una media cittadina inferiore a 600 ab/kmq. Estendendo le considerazioni anche all’area del centro urbano, comunque interessata nell’ottica del processo di integrazione, il numero degli abitanti arriva ad oltre 25.000 individui, circa il 40% dei residenti pometini. 

Pomezia si distingue ulteriormente dal resto del territorio provinciale, e non solo, per una “giovinezza demografica” molto marcata (abitanti 0-14 anni, 16%), a fronte di una presenza di anziani ancora piuttosto contenuta. Un tasso di natalità (11,2) di punta a livello regionale; una dimensione media familiare ancora piuttosto ampia, a conferma della relativa “giovinezza” della popolazione (39 anni); un costante e rapido incremento degli stranieri residenti, provenienti in particolare dai Paesi dell’Est Europa, legato alla tipologia di domanda del lavoro, rivolta in particolare a manodopera esperta negli impieghi manuali, connessi all’edilizia, alle manutenzioni, all’artigianato.

Sotto il profilo territoriale, Pomezia appare come una città che ancora deve assestare il proprio grado di infrastrutture al ritmo travolgente con cui è stata industrializzata prima e residenzializzata poi: i suoi principali assi viari coincidono con le arterie provinciali e regionali che ne hanno reso strategica la posizione strategica: la SR. 148 (Pontina) coincidente con l’asse Roma-Napoli (via Latina) e la SP Castelli Romani-Via del Mare. Viste dall’interno, in assenza di alternative e parallele, queste due arterie spezzano il territorio con effetti sia di degrado per inquinamento acustico e atmosferico, sia di disagio sociale. L’area target, ad esempio, si trova quasi a ridosso dell’uscita Sud dell’asse Pontina, mentre rimane isolata dall’asse Via del Mare dovendo attraversare l’intero centro urbano per raggiungerla. Toglierla da questo isolamento è una delle priorità del PLUS.

Il tessuto economico, caratterizzato da insediamenti industriali di medie e grandi dimensioni, è in rapida trasformazione: a seguito della citata crisi industriale, la dimensione media delle imprese nel bacino pometino si è fortemente ridotta e si è dimezzato il numero di addetti nei comparti manufatturieri, passando da 50,3 a 26,8 ogni 100 abitanti, comunque ben superiore alla media regionale (3,9) e a quella nazionale (8,6). Parallelamente si è assistito ad una riarticolazione delle attività, con l’insediamento di nuovi sistemi di piccole e piccolissime imprese. Al contempo, si è assistito ad una forte dinamica espansiva del settore delle costruzioni, in risposta e a conferma della fortissima domanda di residenzialità in uscita dalla Capitale. Infine, si è registrato un vertiginoso aumento del tasso di terziarizzazione (+43%), doppio rispetto alla media nazionale e di gran lunga superiore alla performance della provincia di Roma. Le attività commerciali, in particolare, sono cresciute in misura esponenziale nel comune di Pomezia (+38,5%), a fronte di un decremento registrato nelle diverse dimensioni provinciale, regionale e nazionale. Tale aumento si è solamente in parte concentrato nell’insediamento di centri di grande distribuzione, registrando invece una importante diffusione degli esercizi di vicinato nelle varie aree residenziali di cui si compone la città, fenomeno che trova conferma anche nell’area target e, ovviamente, nel centro urbano.

Una nota finale in merito allo stato dell’ambiente: sebbene gli stravolgimenti urbanistici abbiano segnato in maniera evidente il contesto territoriale, le risorse paesaggistiche dell’area restano evidenti e rintracciabili nella vicinanza dei Colli Albani e nella lunga fascia di litorale caratterizzato, in alcuni tratti, da resti di duna mediterranea.

L’area target, dal canto suo, se da un lato confina e si interseca con il tessuto urbano del centro, dall’altro volge verso un’area in espansione residenziale ma con ancora dei significativi resti di campagna romana e soprattutto, lato est,  confina con il parco della Sughereta, bosco di elevatissimo pregio individuato nello schema del piano regionale dei parchi e delle riserve naturali ma ancora non istituito.

L’attenzione per la tematica ambientale e l’intenzione di creare alternative visive e materiali agli alti palazzi in cemento della zona, ha portato l’Amministrazione a realizzare, laddove possibile, una pista ciclabile lungo l’alveo di un fosso e viali alberati. Nel P.L.U.S. “Pomezia cambia” si intende aumentare la dotazione di verde e piste ciclabili, e soprattutto si mira a realizzare nuove aree verdi e riqualificare quelle esistenti, al fine di creare nuovi punti di incontro e addolcire il contesto fortemente urbanizzato. Nota a parte merita l’intervento di rifacimento del percorso interno alla Sughereta, di cui si intende favorire la fruizione nei rispetto dei limiti imposti dall’ente gestore.
"Pomezia Cambia" con quasi 12 milioni della Regione
Quasi dodici milioni di euro. E’ questa la cifra che il Comune di Pomezia è riuscita ad aggiudicarsi attraverso i P.L.U.S. – Piani Locali Urbani di Sviluppo, all'interno del Programma Operativo Regionale 2007-2013 del Lazio. 

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“Pomezia cambia”, grazie all’Europa ed alla Regione Lazio. 
E’ stato presentato questa mattina dall’Amministrazione comunale il progetto classificatosi al II° posto nel Piano Locale e Urbano di Sviluppo (P.L.U.S.) inserito nel Programma Operativo Regionale 2007-2013 del Lazio. Un progetto dal valore di 10 milioni di euro, che vede una serie di “interventi multidisciplinari per favorire l’integrazione socio-economico-ambientale tra l’area 167 e il centro urbano”, puntando sul rilancio ed il recupero della zona attraverso un “risanamento visivo e la riduzione dell’impatto ambientale che edifici ed aree in stato di degrado arrecano, aumentando i fenomeni di criminalità ed il senso di abbandono e di marginalità della popolazione residente”. 

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Pomezia ha una storia relativamente recente.
Nasce nel 1938, a seguito della riqualificazione della palude pontina ed il suo territorio si estende tra i Castelli romani ed il mare.


Oggi la città conta quasi 60mila abitanti.
“Pomezia Cambia” è un programma costituito da una serie di interventi multidisciplinari integrati che, attraverso la realizzazione di opere pubbliche strategiche e azioni di carattere socio-economico, opera come motore di coesione sociale, in un’area ad elevata densità abitativa a ridosso del centro urbano.

Questi i principali obiettivi del PLUS di Pomezia, orientati a migliorare la qualità della vita dei cittadini:contrasto ai fenomeni di emarginazione sociale e degrado urbano;implementazione dell’offerta di servizi rivolti all’infanzia inclusa la rete dei servizi socio-educativi per i minori;intervento sul tessuto urbano per migliorare il decoro e l’accessibilità dei luoghi;rivitalizzazione del tessuto produttivo.Il contributo concesso per la realizzazione è pari a 9.062.626 euro.

Fonte ufficiale